Abbiamo avuto modo di affrontare nel dettaglio la di durabilità dei prodotti antifuoco, ma anche i prodotti da costruzione necessitano
di una valutazione in termini di durabilità. Il motivo è semplice: garantire, nel tempo, il mantenimento dei livelli prestazionali dell’elemento costruttivo.

Semplificando: la mancata garanzia di durevolezza di un elemento strutturale, con il conseguente rischio di crolli o collassi,
renderebbe inutile ogni tipo di intervento legato alla protezione strutturale.

Come nel caso dei prodotti antifuoco, anche per i materiali da costruzione esistono specifici test di invecchiamento accelerato. Per ogni prodotto da testare esistono differenti livelli di stress da applicare, tempi di durata delle prove e condizioni ambientali ricreate nelle apposite camere di invecchiamento.

Gli esiti di questa serie di test assumono un ruolo fondamentale nell’analisi del ciclo di vita di una struttura in quanto forniscono utili informazioni anche nell’ottica di futuri interventi di manutenzione, fondamentali per ripristinare i livelli prestazionali delle opere più similari possibile
a quelli previsti in fase progettuale.

Foto 1 | Test di invecchiamento accelerato del metallo

In laboratorio, a seconda del materiale testato, verranno utilizzati diversi cicli attraverso l’esposizione a:

  • gelo e disgelo per calcestruzzi, pietre, marmi, graniti, materiali ceramici, ecc;
  • shock termico;
  • nebbia salina per la valutazione della corrosione di elementi metallici;
  • cristallizzazione salina, per pietre naturali e materiali porosi;
  • pioggia artificiale su pareti verticali;
  • cicli termici e di umidità per marmo da rivestimento di facciate di edifici
    (Bowing Test).

 

Il quadro normativo

In ambito nazionale, la norma di riferimento per la durabilità dei prodotti da costruzione è la UNI 11156 Valutazione della durabilità dei componenti edilizi“, suddivisa in tre diverse parti:

  • UNI 11156-1Valutazione della durabilità dei componenti edilizi – Parte 1: Terminologia e definizione dei parametri di valutazione”;
  • UNI 11156-2Valutazione della durabilità dei componenti edilizi – Parte 2: Metodo per la valutazione della propensione all’affidabilità”;
  • UNI 11156-3Valutazione della durabilità dei componenti edilizi – Parte 3: Metodo per la valutazione della durata (vita utile)”.

Sempre a livello nazionale, è di estrema importanza anche il D.M. 17/01/2018Aggiornamento delle «Norme tecniche per le costruzioni»”, un decreto molto corposo ma fondamentale per “definire i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni loro richieste in termini di requisiti essenziali di resistenza meccanica e stabilità, anche in caso di incendio, e di durabilità“.
Grazie a questo decreto viene ripreso e aggiornato il concetto di vita nominale di progetto (VN). Già presente nel D.M. 14/01/2008Approvazione delle nuove «Norme tecniche per le costruzioni»“, si tratta del numero degli anni previsti per il mantenimento di specifici livelli prestazionali da parte di una struttura, a patto che essa sia soggetta alla dovuta manutenzione.

Gli elementi costruttivi vengono classificati in tre casistiche, alle quali sono associate tre differenti livelli di prestazione crescenti:

  • strutture temporanee (VN = 10 anni);
  • strutture cui sono richieste prestazioni ordinarie (VN = 50 anni);
  • strutture con livelli di prestazione elevati (VN = 100 anni).

Il panorama Europeo è invece regolato dalla ISO 15686Edifici e beni costruiti – Pianificazione della vita utile” (suddivisa in 11 parti), grazie alla quale è possibile giungere a un’ottimale valutazione della vita utile di un elemento strutturale utilizzando campioni di materiali sottoposti a specifici test di invecchiamento precoce.

Le prove di durabilità possono essere effettuate, oltre che attraverso le norme ISO 15686 relative alla valutazione della vita utile, anche secondo le norme di prodotto riferite al Regolamento (UE) 305/2011 (CPR) per la Marcatura CE dei prodotti da costruzione.

 

Che si tratti di materiali da costruzione o di prodotti antifuoco, la durabilità assume un ruolo fondamentale sia per certificare la bontà della realizzazione di ogni strategia antincendio sia per far sì che l’elemento strutturale mantenga inalterata nel tempo la propria stabilità meccanica.

Basti pensare, ad esempio, come nell’elaborato processo di richiesta di una marcatura CE volontaria, la durabilità sia considerata un requisito fondamentale e obbligatorio nella lista dei test da effettuare per produrre tutti i risultati necessari all’adempimento dell’iter di richiesta.

 

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