inline_FirewallLe misure di lotta agli incendi vengono generalmente suddivise in misure di protezione attiva e misure di protezione passiva… una distinzione lampante per gli operatori del settore e che spesso viene assunta come ovvia da tutti coloro che si avvicinano al soggetto per la prima volta. Ma è davvero così? Possono essere sempre classificate in una di queste due categorie le misure di prevenzione incendi?

Proviamo a fare un pò di chiarezza su questi concetti. La protezione attiva è quella che tutti associamo immediatamente alla lotta all’incendio. Tutte le azioni che richiedono l’intervento di un uomo o di un impianto al fine di spegnere l’incendio sono classificabili come misure di protezione attiva. L’uso di estintori o idranti e l’azionamento automatico di sprinkler rientrano in questa categoria.

La protezione passiva invece comprende tutte quelle misure volte a contenere e limitare l’impatto di un incendio senza bisogno dell’intervento umano o di un impianto. Le porte antincendio presenti in corrispondenza delle scale di hotel e ospedali sono un esempio semplice di protezione passiva. La porta agisce infatti come barriera alla diffusione di fiamme fumo e calore, contenendo la diffusione dell’incendio. Inoltre affinché la porta eserciti la propria funzione non c’è bisogno di nessun intervento di impianti e persone.

Tutto chiaro? Sì cioè quasi. Se per gli esempi citati risulta semplice definire la categoria di appartenenza, ci sono altri casi in cui anche gli operatori del settore a volte si confondono. Prendiamo l’esempio di un impianto di estrazione fumi. In caso di incendio questo impianto viene azionato dalla centralina di rivelazione fumo e genera una pressione negativa verso l’interno dell’edificio per estrarre fumi e gas di combustione. Attivo o passivo? Attivo perchè l’impianto interviene, viene spinto da una intelligenza artificiale a esercitare un’azione per contrastare l’incendio, ma passivo perché la sua azione è volta a contenere le conseguenze dell’incendio (ad esempio agevolando la fuga delle persone) più che a spegnerlo.

La norma è entrata nella questione definendo che il criterio più importante e quindi unico è quello della presenza dell’intervento da parte di un uomo o una macchina. Se l’intervento è presente la protezione è attiva, se l’intervento non è presente perchè il componente (es. Porta) rimane fermo e viene investito dall’incendio parliamo di protezione passiva. Gli estrattori, azionati elettricamente dalla centrale di rivelazione incendi, sono quindi un elemento di protezione attiva.

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